Caldaie industriali elettriche: tutto quello che devi sapere

Le caldaie industriali utilizzate per portare a temperatura l’olio diatermico oppure per generare vapore in seguito al riscaldamento dell’acqua, possono essere alimentate a combustione oppure completamente elettriche.

Storicamente, i generatori di vapore maggiormente utilizzati sono sempre stati quelli del primo tipo. La tecnologia di funzionamento a olio diatermico è infatti nota da secoli. Ancora oggi restano i più diffusi, sebbene le caldaie elettriche siano ormai in grado di restituire un effetto finale pressoché sovrapponibile.

Differenze tra le caldaie a vapore elettriche e a combustione

 Più che a come funzionano, le principali differenze tra centrali termiche elettriche e a combustione si devono, come suggerisce il nome stesso, al meccanismo di alimentazione. Un sistema del secondo tipo brucia un combustibile, che può essere gas metano, GPL, gasolio o biomassa. Il calore generato dai fumi scalda l’acqua tramite uno scambiatore. Le caldaie elettriche sfruttano invece l’effetto Joule: la corrente passa dentro una resistenza, immersa nell’acqua, e la scalda direttamente, per trasferimento di calore. Non vi è alcuna fiamma.

 A seconda di questo, cambiano anche i costi. La spesa per una caldaia completamente elettrica, in genere, ammonta a circa il triplo di quella per una a combustibile. I costi di gestione, riscontrabili sulla bolletta della luce, sono molto più alti rispetto a quelli di un sistema a gas.

 Anche le spese di mantenimento variano, ma in maniera opposta: prendersi cura di generatori di fumo completamente elettrici è più economico. Una caldaia a combustione richiede controlli periodici obbligatori per legge: il tecnico deve pulire il bruciatore e fare l’analisi dei fumi, ovvero il cosiddetto bollino annuale o biennale. Le centrali termiche elettriche, invece, non bruciano nulla. Non producono fumi, non liberano scarichi e non richiedono la presenza di una canna fumaria. Ciò comporta l’assenza dell’obbligo di controllo dei fumi e richiede scarsa manutenzione periodica.

Le possibili tensioni delle caldaie industriali elettriche

In produzione troviamo principalmente due tipologie di caldaie elettriche, distinte dalla tensione che sono in grado di generare. Parliamo di apparecchi industriali, dunque i valori sono considerevolmente superiori a quelli di un impianto domestico.

  • Bassa tensione: le caldaie elettriche industriali di questa tipologia insistono su tensioni comprese tra 400 e 690 Volt (V).
  • Alta tensione: apparecchi di questo tipo insistono su tensioni comprese tra 5000 e 10000 V. Per le centrali termiche industriali che generano tensioni intorno ai 5000 V si parla talvolta di media tensione.

Consumi e convenienza economica

L’ago della bilancia, nella selezione di un tipo di impianto piuttosto che dell’altro, è spesso legato all’elemento consumi. Un impianto, in media, incide per circa 300.000€ all’anno sulle spese aziendali. Si tratta di una cifra considerevole, ma tale ammontare non significa necessariamente che l’elettrico sia più conveniente. Il maggior costo d’acquisto, che può anche essere pari al triplo di quanto si spenderebbe per un sistema a combustione, si somma a una spesa elettrica che resta alta. 

Le centrali termiche elettriche per l’industria hanno un range di fabbisogno energetico piuttosto ampio, in quanto oscillano tra 500 e 28.000 kWh, a seconda delle loro dimensioni, caratteristiche e dimensioni d’uso. Considerando che un impianto fotovoltaico standard resta in genere sui 6 kWh come produzione, va da sé che parlare di convenienza non è automatico: una realtà energivora, i cui macchinari hanno bisogno di lavorare continuamente a pieno regime, come ve ne sono moltissime nel tessuto industriale italiano, non potrà coprire le sue spese energetiche soltanto grazie al solare. Neppure se avesse a disposizione un imponente parco fotovoltaico. 

Negli ultimi 4 anni abbiamo riscontrato un rilevante aumento di richieste di informazioni sul prodotto elettrico, sia per moda sia per vincolo normativo. Ciò, però, non si è tradotto in un aumento delle vendite. Complice anche la differenza di prezzo, per molti clienti la soluzione a combustibile resta ancora quella più immediata.

Gli acquirenti dell’elettrico

Le richieste di informazioni sulle caldaie industriali elettriche giungono da svariate buyer personas. Vi sono infatti differenti figure interessate a questa tecnologia, in base alla nostra esperienza di venditori e installatori.

Architetti, ingegneri e/o progettisti attenti alla sostenibilità sono spesso orientati alla scelta di una caldaia industriale elettrica, quando realizzano sedi aziendali per i loro clienti. Non è raro che chi firma il progetto di un nuovo polo produttivo imponga le sue scelte impiantistiche e opti per questa tecnologia.

Anche le industrie che hanno facile accesso all’energia elettrica, poiché dispongono di un parco fotovoltaico molto esteso, o si trovano nei pressi di una centrale, potrebbero essere portate a inserire un sistema di questo tipo, preferendolo a un apparecchio a combustione.

All’infuori di queste categorie, in generale, il motivo principale per il quale, negli ultimi anni, l’elettrico ha acquistato una certa popolarità, si deve all’adeguamento alla normativa sulla riduzione delle emissioni legata alla decarbonizzazione. 

L’Unione Europea ha decretato una stretta sui gas inquinanti e una progressiva dismissione dei combustibili fossili. Dal 26 settembre 2026 il limite massimo di emissioni di ossidi di azoto, per le nuove caldaie a gas, scenderà a 40 mg/kWh (il 29% in meno rispetto alla normativa precedente). Fino al 2040, anno in cui diventerà illegale installare sistemi a combustibile fossile negli edifici collocati sul territorio dell’Unione, Bruxelles si è riproposta di aggiornare periodicamente, in maniera via via più severa, i suoi standard di efficienza energetica ed etichettatura. 

MAXI: la caldaia industriale elettrica compatta di Garioni Naval

Se stai prendendo in considerazione il passaggio all’elettrico, valuta la nostra serie MAXI. Nonostante il nome, si tratta dei modelli più piccoli tra quelli presenti nel catalogo Garioni Naval. Funzionano con soli 24 kWh, a 180V, e si tratta di generatori di vapore elettrici piccoli, ma discretamente potenti (con un range di potenza compreso tra 15 e 180 kW e pressione di progetto fino a 10 bar). Sono scelti soprattutto da stirerie e concerie. 

Se sei alla ricerca di una centrale termica che fornisca potenza accettabile senza incidere in maniera poco sostenibile sui consumi energetici, MAXI è la tua risposta.

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